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La conciliazione in FVG è Family Friendly
Intervistata sul tema della conciliazione, la dott.ssa Chiara Cristini, ricercatrice senior dell’Agenzia regionale del lavoro, in primo luogo mette in evidenza l’aspetto multidimensionale del problema caratterizzato dalla complessità di trovare un equilibrio tra tempi di lavoro, familiari e, più in generale, del territorio (servizi, trasporti, ecc.). Tempi che risultano spesso vincolati, non abbastanza flessibili e scarsamente coordinati tra loro tanto da costringere ancora molte donne a dovere uscire dal mondo del lavoro. Una scelta che determina un forte impatto sulla situazione economica del nucleo familiare sia nel breve, sia nel lungo periodo. 
Per questo è importante pensare a interventi innovativi a favore della conciliazione e, di conseguenza, dell’occupabilità femminile, con una sensibilizzazione e  coinvolgimento  non solo delle famiglie e dei servizi, ma anche dei principali soggetti che operano nel mercato del lavoro: aziende, parti sociali, consulenti e formatori.
Proprio a questi attori si rivolge il progetto “Lavorare in un’impresa family friendly: la conciliazione come obiettivo aziendale che consiste in una serie di azioni - alcune già realizzate ed altre in corso d’opera - promosse dall’Assessorato al lavoro, università e ricerca attraverso il Servizio Pari Opportunità e il Servizio Lavoro, con il coinvolgimento dell’Assessorato istruzione e formazione, della Rete delle Consigliere di parità e dell’Agenzia regionale del lavoro.
L’ampiezza dei soggetti istituzionali coinvolti sottolinea l’intensità con cui è stata percepita la necessità di muoversi in questa direzione.
Agli interventi di sensibilizzazione ed animazione territoriale già attivati nel 2009 si aggiunge quest’anno la promozione di sperimentazioni aziendali volte ad adottare soluzioni di flessibilità organizzativa, nonché servizi innovativi e percorsi di reinserimento lavorativo al rientro dai congedi, che favoriscano la conciliazione dei tempi tra lavoro e famiglia e che riconoscano e sostengano il valore paritario della forza lavoro femminile. Per tali sperimentazioni, la cui durata prevista è di 24 mesi, la Regione mette a disposizione dei datori di lavoro privati che ne faranno richiesta un “pacchetto” di incentivi a valere sia su risorse finanziarie regionali che su risorse del Fondo sociale europeo. La somma complessiva, ancora in via di definizione, ammonta a circa 400 mila euro.

02.03.2010
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