Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia - Pari Opportunità

primo piano


Dalla Svezia alla Norvegia, dalla Danimarca ai Paesi Bassi, che sono stati dei pionieri. Ma si pensi, soprattutto, alla Francia e alla Spagna di adesso, che vivono un grande fermento culturale in tutti i campi del vivere civile, proprio perché si stanno deliberando quote riservate alle donne, non solo nella politica, ma anche nell’economia e nelle Istituzioni.
L’Italia, che in questo senso si situa agli ultimi posti in Europa, attraverso il lavoro del Ministro Pollastrini sta cercando di mettersi in pari con i colleghi e sta studiando delle regole di carattere transitorio che costringano le élite di questo Paese a fare i conti con la modernità.
È un dato di fatto alla conoscenza ormai di tutti che esiste un difetto di partecipazione dell’universo femminile alla vita politica ed economica del nostro Paese. E le ‘quote rosa’ hanno il compito di divenire lo strumento per la risoluzione tempestiva di questo problema.
Da lontano a vicino, veniamo alla nostra Regione.
In questa legislatura regionale si sta seriamente sviluppando una risposta concreta al problema generale di deficit femminile, attraverso lo studio e l’applicazione di una politica di pari opportunità strutturata, innovativa e puntuale. Le politiche di Pari Opportunità, quindi, opportunamente declinate in un set di risposte precise ma collegate, saranno in grado di innescare il cambiamento culturale e sociale necessario ad una totale integrazione della donna, in una Regione come la nostra che già vanta organismi importanti quali la Commissione Pari Opportunità e la Consigliera di Parità.
È all’interno di questa cornice politica che valuto positivamente la norma elettorale appena licenziata dal Consiglio regionale, capace di restituire alle ‘quote rosa’ una valenza diversa, quella di ulteriore strumento utile all’abbattimento della differenza di genere e allo sviluppo paritario delle donne. Quello che voglio dire è che, alla luce della politica regionale di pari opportunità, le quote rosa non rappresentano un mero palliativo allo stato deficitario femminile, bensì una maglia importante nella rete generale della politica, capace di assicurare una rappresentanza femminile certa all’interno del potere esecutivo.
È bene che tutti abbiano consapevolezza che il Friuli Venezia Giulia, oggi, è l’unica regione italiana che si pone alla pari con i più evoluti Paesi dell’Unione Europea (ma non solo). La nuova legge elettorale prevede un terzo di donne nell’esecutivo (su 10 assessori regionali, almeno 3 saranno donna), la quota del 40% di donne all’interno delle liste elettorali (ogni 10 candidati, 4 devono essere di sesso femminile), nonché l’ordine di presentazione alternato (nell’ipotetica lista di 10 persone, i nominativi saranno alternati secondo genere, per evitare che le candidature femminili siano relegate in fondo alle liste, con conseguente ‘handicap’ di partenza).
Deve essere evidente a tutti, in primis alle donne, il cambiamento culturale innescato da questa legge.
In questa direzione, al mondo politico regionale, viene richiesto un ulteriore sforzo per tendere ad un risultato che non si può raggiungere tramite una norma, ma che deve investire l’organizzazione e la vita dei partiti, modificandone profondamente la cultura.
Le dinamiche della politica rappresentano ancora, per la donna, un forte ostacolo alla partecipazione. Ad esempio: come conciliare gli impegni femminili con il rito delle defatiganti riunioni dei partiti che, immancabilmente, si svolgono dopo l’orario di cena e si prolungano, il più delle volte in modo improduttivo, fino a tarda ora?
Per questo esortiamo i partiti ad operare la rivoluzione copernicana e aprire la propria organizzazione alle donne, cambiando i tempi della politica e, quindi, la cultura dei cittadini.
La mia convinzione è che, se riusciamo ad aprire stabilmente la politica alle donne, possiamo vincere una sfida ancora più grande. Quella di riavvicinare alla politica i cittadini tutti. Donne e uomini assieme.

APPROFONDIMENTO
LEGGE REGIONALE N. 226 - Determinazione della forma di governo della Regione Friuli Venezia Giulia e del sistema elettorale regionale, ai sensi dell’articolo 12 dello Statuto di autonomia.
Approvata dal Consiglio Regionale l’1 marzo 2007, in attesa di pubblicazione.
In giallo sono evidenziati gli articoli e i passaggi che riguardano il tema delle pari opportunità.
(scarica il pdf)
  

02.03.2010
20.02.2008
05.12.2007
29.10.2007
30.09.2007
24.07.2007
23.05.2007
22.03.2007
00.00.0000